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Complesso Edilizio
Biasca, 2010
La proposta si caratterizza da due volumi posti su uno zoccolo che creano con esso un insieme unitario ed articolato. Posti perpendicolarmente alla via Giovannini rispettano nelle dimensioni i volumi autonomi che caratterizzano la stessa via. La variazione della dimensione dello spazio interstiziale tra i due nuovi volumi crea l’eccezione di uno spazio pubblico definito e proporzionato dai volumi stessi che si differiscono in pianta e alzato con un’accentuazione del volume prospiciente Piazzale centrale. Ipotizziamo in futuro la demolizione dell’edificio al mappale 3358 ed eventualmente del volume adiacente cosi da creare un nuovo fronte rivolto sul Piazzale Centrale. Dal profilo architettonico desideriamo tematizzare l’unitarieta' e l’urbanita' dell’intervento attraverso l’uso del granito come unico materiale per zoccolo e fronti. Il disegno delle superfici e' caratterizzato dalla differenziazione dei fronti attraverso una lieve sovrapposi-zione di campiture con lastre accostate. Il risultato e' una vibrazione tettonica delle superfici che raffinano ed accentuano le caratteristiche materiche del rivestimento ed accentuano l’espressione lapidea dei volumi. Il programma prevede parti interrate contenute nello zoccolo leggermente emergente quali i parcheggi, il rifugio, i depositi e i locali tecnici. Al piano terreno di entrambi i volumi si offrono spazi commerciali, al primo piano del volume posto verso Piazzale Centrale sono progettati spazi amministrativi, mentre nei ultimi due piani di entrambi i blocchi sono distribuiti gli appartamenti differenziati per orientamento, dimensione e caratura. Lo spazio sullo zoccolo tra i volumi e' concepito come un nuovo luogo pubblico con una scala ed un’urbanita' differente rispetto a quelle del Piazzale Centrale e si prospetta come luogo d’eccellenza per esposizioni scultoree e luogo d’incontro. Ci immaginiamo questo spazio con un’aurea tesa tra astrazione e concretezza materica, riferendoci al lavoro di Adolphe Appia, importante propiziatore dell’arte scenografica ed interessati alle similitudini tra urbanita' e scenografia, e tra vita e teatro.
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Biasca
2010
La proposta si caratterizza da due volumi posti su uno zoccolo che creano con esso un insieme unitario ed articolato. Posti perpendicolarmente alla via Giovannini rispettano nelle dimensioni i volumi autonomi che caratterizzano la stessa via. La variazione della dimensione dello spazio interstiziale tra i due nuovi volumi crea l’eccezione di uno spazio pubblico definito e proporzionato dai volumi stessi che si differiscono in pianta e alzato con un’accentuazione del volume prospiciente Piazzale centrale. Ipotizziamo in futuro la demolizione dell’edificio al mappale 3358 ed eventualmente del volume adiacente cosi da creare un nuovo fronte rivolto sul Piazzale Centrale. Dal profilo architettonico desideriamo tematizzare l’unitarieta' e l’urbanita' dell’intervento attraverso l’uso del granito come unico materiale per zoccolo e fronti. Il disegno delle superfici e' caratterizzato dalla differenziazione dei fronti attraverso una lieve sovrapposi-zione di campiture con lastre accostate. Il risultato e' una vibrazione tettonica delle superfici che raffinano ed accentuano le caratteristiche materiche del rivestimento ed accentuano l’espressione lapidea dei volumi. Il programma prevede parti interrate contenute nello zoccolo leggermente emergente quali i parcheggi, il rifugio, i depositi e i locali tecnici. Al piano terreno di entrambi i volumi si offrono spazi commerciali, al primo piano del volume posto verso Piazzale Centrale sono progettati spazi amministrativi, mentre nei ultimi due piani di entrambi i blocchi sono distribuiti gli appartamenti differenziati per orientamento, dimensione e caratura. Lo spazio sullo zoccolo tra i volumi e' concepito come un nuovo luogo pubblico con una scala ed un’urbanita' differente rispetto a quelle del Piazzale Centrale e si prospetta come luogo d’eccellenza per esposizioni scultoree e luogo d’incontro. Ci immaginiamo questo spazio con un’aurea tesa tra astrazione e concretezza materica, riferendoci al lavoro di Adolphe Appia, importante propiziatore dell’arte scenografica ed interessati alle similitudini tra urbanita' e scenografia, e tra vita e teatro.
Patriziato di Biasca
Numero progetto: 
146
Render/modello: